Il nostro Progetto

Carta dei Diritti dei Ragazzi allo Sport ( Ginevra 1992 – Commissione tempo libero – ONU ).

1. PRINCIPI FONDAMENTALI

Ai bambini/e deve essere assicurato :

– diritto di divertirsi e giocare;

– diritto di fare sport;

– diritto di beneficiare di un ambiente sano;

– diritto di essere circondato ed allenato da persone competenti;

– diritto di seguire allenamenti adeguati ai propri ritmi;

– diritto di misurarsi con giovani che abbiano le stesse possibilità di successo;

– diritto di partecipare a competizioni adeguate alla propria età;

– diritto di praticare sport in assoluta sicurezza;

– diritto di avere i giusti tempi di riposo;

– diritto di non essere un campione.

L’UEFA, sottolinea i suddetti concetti per dare loro più significato in un decalogo:

– Il calcio è un gioco per tutti

– Il calcio è creatività

– Il calcio è dinamicità

– Il calcio è onestà

– Il calcio è semplicità

– Il calcio deve essere svolto in condizioni di sicurezza

– Il calcio deve essere proposto con attività variabili

– Il calcio è amicizia

– Il calcio è un gioco popolare e nasce dalla strada

I principi fondamentali devono essere esposti nelle bacheche presso gli impianti sportivi affinchè la dirigenza della società, i dirigenti, allenatori, atleti e genitori ne prendano visione.

2. FINALITA’ DEL PROGETTO

Il progetto del Fiumicello 2004 prevede come finalità la crescita sia tecnica che educativa degli atleti finalizzata alla pratica del calcio agonistico; i punti di riferimento per la crescita degli atleti sono l’Associazione, gli staff Dirigenziali e gli staff Tecnici.

3. OBIETTIVI

Crescita dell’atleta a partire dal settore di base ponendo obiettivi tecnici specifici per ciascuna fascia con lo scopo di formare validi calciatori e dare loro l’opportunità di svolgere l’attività agonistica in squadre di pregio.

Sviluppo del “senso di appartenenza” “senso di responsabilità” e “senso di rispetto delle regole”.

Nell’ambito degli obiettivi “educativi” vi sono la prosecuzione del progetto “Fairplay” ed il progetto “Saluto” da estendere a tutte le categorie della società.

Aderire alle varie iniziative proposte dalla F.I.G.C. e dal S.G.S.

La Dirigenza si riserva di promuovere e sottoscrivere forme di collaborazioni con altre società nel rispetto delle finalità previste dal progetto, previo confronto con lo staff tecnico.

4. ORGANIZZAZIONE

Il modello di organizzazione del Fiumicello 2004 è quello tipico di un’Associazione Sportiva Dilettantistica, la Dirigenza opera seguendo le direttive  previste dallo Statuto vigente, ponendo come requisito fondamentale la “trasparenza”.

Il Fiumicello 2004 mette a disposizione un numero alto di tecnici professionali in proporzione al numero di atleti distinti per categoria, prediligendo coloro in possesso dei requisiti previsti dalla F.I.G.C. , conoscenza e/o qualifica in scienze motorie (possibilmente laureati).

Il Fiumicello 2004 valorizza e migliora le competenze tecniche dello staff di ogni settore (sia tecnico che dirigenziale).

Effettua degli incontri periodici tra allenatori, staff tecnico e dirigenza per verificare lo stato di avanzamento del progetto e per la risoluzione di eventuali criticità.

Divulga il progetto ai genitori sin dall’atto dell’iscrizione e richiede la loro condivisione, mediante incontri periodici e/o supporti cartacei.

Il Fiumicello 2004 si avvale dell’aiuto di collaboratori su base volontaria e li forma in base ai requisiti richiesti ed all’incarico di destinazione.

Norme comuni richieste dal Fiumicello 2004 a tutti i membri della società:

  1. Impegnarsi.
  2. Cercare di migliorarsi.
  3. Stringere rapporti sociali.
  4. Assumersi le proprie responsabilità

5. CONTENUTI

L’attività si sviluppa attraverso un processo interazione fra il Responsabile Tecnico del progetto ed Allenatori, favorendo così il metodo di lavoro della programmazione e la sua acquisizione.

Quindi gli allenatori parlano tutti il medesimo linguaggio tecnico e condividono il progetto  mettendo il massimo impegno per la sua riuscita.

Di seguito sono riportate le linee guida comportamentali per atleti, genitori ed allenatori che contribuiscono alla buona riuscita del progetto:

  • NORME COMPORTAMENTALI DEGLI ALLENATORI
  1. All’allenatore, oltre all’aspetto puramente tecnico-sportivo, spetta il compito per far sì che ogni atleta conosca e rispetti, durante le partite e gli allenamenti, delle regole comportamentali ben precise.
  2. L’allenatore prende in consegna l’atleta all’orario prefissato, lo segue e lo aiuta, oltre che nell’attività sul campo, anche nello spogliatoio, educandolo a raggiungere la completa autonomia.
  • NORME COMPORTAMENTALI DEGLI ATLETI
  1. rispettare l’orario di inizio-fine allenamento e/o convocazione alle partite
  2. presentarsi alle partite con la tuta di rappresentanza
  3. rispettare i propri compagni, propri allenatori e dirigenti
  4. rispettare gli avversari siano essi giocatori, allenatori o dirigenti
  5. rispettare l’arbitro
  6. rispettare l’ambiente in cui mi spoglio ed effettuo l’allenamento
  7. rispettare l’attrezzatura che mi viene messa a disposizione
  8. collaborare nel riordinare il materiale al termine dell’allenamento
  • NORME COMPORTAMENTALI DEI GENITORI
  1. Instaurare un giusto rapporto con l’allenatore per fare in modo che al bambino arrivino sempre segnali coerenti dagli adulti di riferimento.
  2. Lasciare il bambino libero di esprimersi in allenamento ed in gara.
  3. Evitare di esprimere giudizi sui suoi compagni o di fare paragoni con essi.
  4. Evitare rimproveri a fine gara. Dimostrarsi invece interessati.
  5. Far sentire la sua presenza nei momenti di difficoltà sdrammatizzando, incoraggiando, evidenziando gli aspetti positivi.
  6. Avere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto al risultato. Saper perdere è molto più difficile ed importante che saper vincere. Nello sport, come nella vita, non ci sono solo vittorie e dopo una caduta bisogna sapersi rialzare.
  7. Tener conto che l’attività viene svolta da un bambino e non da un adulto.
  8. Cercare di non decidere troppo per lui.
  9. Cercare di non interferire con l’allenatore nelle scelte tecniche, evitando anche di dare giudizi in pubblico sullo stesso (in caso di atteggiamenti ritenuti gravi, rivolgersi al Responsabile Tecnico).
  10. Cercare di non rimarcare troppo al bambino una partita mal giocata, evitando di generare in lui ansia da prestazione.
  11. Incitare sempre il bambino a migliorarsi facendogli capire che l’impegno agli allenamenti in futuro premierà.

6. METODOLOGIA

La metodologia dell’area tecnica/coordinativa, dell’area tattica e la scelta dei contenuti, viene stabilita dal Responsabile tecnico del progetto mediante incontri periodici con gli allenatori ove si discute su scelte inerenti la programmazione, eccezione fatta per la prima squadra che segue un altro percorso.